
” Smetto quando voglio…”
Ognuno di noi possiede sufficiente potere personale per gestire consapevolmente e direttamente la propria salute e il proprio benessere, intesi nel senso più ampio di flessibilità e capacità di trarre il meglio da ogni situazione, capacità di gestire e risolvere in modo soddisfacente quelli che ci appaiono come problemi. Salute e benessere derivano insomma dalla capacità di realizzare “creativamente” senza perdere di vista i limiti oggettivi nostri e dell’ambiente ma senza lasciarcene sopraffare il nostro progetto di vita. E’ implicito che tale visione consideri con atteggiamento positivo anche i momenti di crisi, visti come occasioni e opportunità di cambiamento piuttosto che come danni.

LE UNITÀ ALCOLICHE
È importante sapere che esistono molteplici variabili che influenzano la reazione del nostro corpo all’uso di alcool.
Per questo motivo non esistono “quantità moderate” ma l’assunzione di alcool deve essere sempre, comunque, considerata nociva per l’organismo, nonché per l’attività celebrale.

NON È UN PROBLEMA DI QUANTITÀ
Negli ultimi 40 anni le cosiddette dosi “consentite-sicure” sono diminuite costantemente.
Oggi l’OMS le ha abbandonate. Non parla più di USO e ABUSO, ma solo di CONSUMO.
Anche le cosiddette piccole quantità possono produrre danni fisici e celebrali.
Inoltre è molto facile AUMENTARE progressivamente la quantità (quasi) senza accorgersene…

DANNEGGI TE STESSO MA SOPRATTUTTO GLI ALTRI
Sappiamo che l’alcol è una delle principali cause di mortalità prematura. In particolare danneggia in chi lo utilizza il fegato, lo stomaco, il cuore, il cervello e genera diverse malattie gravi.
Inoltre non bisogna assolutamente bere se si è minorenni, se si assumono farmaci, se si è in stato di gravidanza, se si è al lavoro o alla guida di veicoli. In questi ultimi casi l’alcol danneggia, oltre alla famiglia, anche chi ci incontra involontariamente, essendo la causa principale di molteplici incidenti stradali e sul lavoro. E non sono le sanzioni da mettere in conto in questo caso, ma i rimorsi per aver distrutto la vita di altre persone.